“Sindaca”: non si tratta di “vezzo”

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Dall’inizio ho utilizzato (e, inutilmente, invitato ad utilizzare) Sindaca e non  Sindaco se, come nel caso di Crema, la prima cittadina è una donna. Non è certo un vezzo piuttosto un’affermazione della necessità culturale di andare verso la parità di genere vera. Sono convinto che le parole costruiscono la rappresentazione che abbiamo del mondo e quindi, se vogliamo intervenire, non possiamo certo rinunciarvi.

Come è possibile volere davvero la parità di genere se non abbiamo nemmeno le parole per dirlo?!

Riporto quindi un interessante articolo apparso su Internazionale alcuni giorni fa. Vale la pena leggerlo …  e cambiare il modo di dire e vivere il mondo

Si chiama écriture inclusive, scrittura inclusiva, e da alcune settimane fa discutere l’opinione pubblica francese. Il Manuel d’écriture inclusive, curato dall’agenzia di comunicazione francese Mots-Clés, la descrive come un “insieme di attenzioni grafiche e sintattiche” che in un testo “permettono di assicurare uguale rappresentanza agli uomini e alle donne”. Nota e praticata da tempo negli ambienti femministi, ha cominciato a diffondersi in Francia nel 2015, quando l’Alto consiglio per l’uguaglianza tra donne e uomini (Hce) ne ha raccomandato l’uso.

[L’articolo continua qui]

I Grillini cremaschi e la doppia morale

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La chiarezza e la trasparenza sono valori assolutamente fondamentali in politica e per questo abbiamo sempre cercato di tradurli in realtà poiché, altrimenti, rischiano di restare vuoti proclami utili solo ad un po’ di campagna popolare.
In questo senso, gli slogan dei grillini sono stati uno stimolo. Ma cosa succede se il Movimento 5 Stelle si limita solo ad urlare tali principi da qualche palco e poi, nella pratica, non solo non li attua ma addirittura li disattende facendo l’esatto contrario? Accade che i grillini perdono totalmente credibilità, cessano la loro funzione politica, deludono i loro elettori e, per quanto conta, anche chi scrive.
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Case popolari: problemi complessi che non hanno bisogno di ricette superficiali e sbrigative

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I problemi complessi non si risolvono con ricette superficiali e sbrigative, soprattutto quando sono coinvolte persone particolarmente fragili. Il contesto sociale è in continuo mutamento e questo è proprio molto evidente nei contesti abitativi delle case popolari, per cui ci stiamo approcciando al problema in maniera seria e determinata e lo stesso ci aspettiamo da tutte le forze politiche compreso il M5S; invitiamo quindi i grillini ad approfondire ulteriormente il problema senza pensare di liquidare con facili affermazioni i problemi delle persone che abitano le più di 900 case popolari presenti sul territorio di Crema.

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Case popolari: i documenti, i numeri e un aiuto (indispensabile) dei cittadini

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In queste settimane, anche se il gran caldo non aiuta, stiamo cercando di raccogliere informazioni precise circa le case popolari a Crema in modo da avere una visione complessiva della questione così da identificare di preciso i problemi principali e individuare possibili vie di soluzione.
La fase conoscitiva è quindi fondamentale. Per quanto mi riguarda essa si compone di almeno due aspetti:

  • uno documentale ossia lo stato burocratico delle cose, quali sono le carte che regolano il funzionamento delle case popolari e quali sono i numeri 
  • uno relazionale ossia l’incontro con le persone che vivono in questa realtà, per metterci la faccia, per capire quali sono i problemi principali e immaginare insieme soluzioni

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Timor di Dio e inferno dei viventi: cercare di salvarsi l’anima

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Tra il 2 gennaio e il 4 luglio 2017 sono sbarcati (secondo il Viminale) 85.170 migranti; di questi 9.761 sono minori: io, da padre, non me la riesco nemmeno ad immaginare l’angoscia dei loro genitori e il terrore di questi ragazzini e ragazzine.

C’è un principio di umanità che deve valere. Sempre. Al di sopra di tutto perché, al di là di ogni cosa, ci sono le persone e ci sono cose che dovrebbero terrorizzarci. Io non so se chi legge sia credente o quale concezione abbia di Dio, quale esperienza religiosa o quale religiosità abbia. Per conto mio, per la mia storia personale, c’è l’espressione timor di Dio che non mi è mai piaciuta ma che oggi non Continua a leggere

Diranno quello che noi oggi diciamo dei nazisti?

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Quando pubblico qualche piccolo post od aggiornamento che, anche solo tangenzialmente, tocca la questione migranti/extracomunitari/profughi c’è sempre qualcuno che attacca in maniera pesante. Assolutamente niente di strano e, anzi, se la questione rimanesse sui contenuti o sui numeri (cerco in genere di riportare, per quanto sono in grado di farlo, dati, grafici … insomma provo a restare sull’oggettivo) sarebbe addirittura un fatto sano, indice di un meccanismo dialettico che funziona.
In genere però accade che, subito dopo essere stato additato come “buonista” (evidentemente non mi conosci!), “comunistello” (un po’ troppo rozza e banale come definizione, speravo di avere l’agio per un minimo spazio di manovra), “fanciullo” (grazie … sono 2 metri, per più di 100 kg e ormai prossimo ai 40) il contestatore/trice in questione non riesca davvero ad identificare il focus del post in questione. E’ esattamente quanto è accaduto con questo post, il cui obiettivo era (anche) mettere in Continua a leggere

Porci a casa nostra

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In un sentire che sembra sempre più comune, così diffuso da sembrare soverchiante (e che rischia di gettarmi nello sconforto), è sempre più presente l’opinione che fra le terribili cose che fanno gli immigrati c’è l’invaderci per rubarci il lavoro e, chiaramente, per violentare le nostre donne.

A niente sembrano valere le (sempre più) drammatiche notizie dei femminicidi quasi sempre ad opera di purissimi italiani:

e per giunta spesso (o nella maggior parte dei casi) padano:

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“Aiutiamoli a casa loro” è uno slogan

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Ho letto questo interessante articolo apparso su lavoce.info.

Vorrei sottolinearne alcuni punti chiave che sono in grado, a mio avviso, di riportare la discussione su questo fondamentale e delicato argomento su un piano differente da quello degli slogan e dei toni da partita perché se è vero che Renzi (e i Renzi’s boys) sembra più preoccupato di essere un buon influencer che uno statista (perché probabilmente non ne ha le doti) è anche vero che su questi temi si decide la vita (e la morte) di migliaia di persone.

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I prossimi Consigli Comunali

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Ieri, come riportato su alcuni media locali, si è tenuta la prima capigruppo che ha fissato i prossimi tre consigli comunali che tratteranno gli argomenti riportati sotto. Eccoli:

  • Lunedì, 24 luglio dalle ore 17:30
    • presentazione linee programmatiche
    • nomina membri commissione bilancio
    • nomina membri commissione statuto – regolamenti
    • istituzione commissione di garanzia e nomina del suo presidente (che, per legge, è indicato dalla minoranza consigliare)
    • nomina dei membri della commissione elettorale (3 componenti: 2 di maggioranza ed 1 di minoranza)
  • Lunedì, 31 agosto dalle ore 17:30
    • discussione sulle linee programmatiche
  • Mercoledì, 2 agosto dalle ore 16:00
    • discussione e votazione delle linee programmatiche
    • assestamento di bilancio

Ovviamente sul sito istituzionale del Comune di Crema è sempre possibile trovare l’OdG ufficiale dei Consigli Comunali nonché le date e gli orari di convocazione.