Timor di Dio e inferno dei viventi: cercare di salvarsi l’anima

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Tra il 2 gennaio e il 4 luglio 2017 sono sbarcati (secondo il Viminale) 85.170 migranti; di questi 9.761 sono minori: io, da padre, non me la riesco nemmeno ad immaginare l’angoscia dei loro genitori e il terrore di questi ragazzini e ragazzine.

C’è un principio di umanità che deve valere. Sempre. Al di sopra di tutto perché, al di là di ogni cosa, ci sono le persone e ci sono cose che dovrebbero terrorizzarci. Io non so se chi legge sia credente o quale concezione abbia di Dio, quale esperienza religiosa o quale religiosità abbia. Per conto mio, per la mia storia personale, c’è l’espressione timor di Dio che non mi è mai piaciuta ma che oggi non posso (insieme ad altri pensieri) tirar fuori:

Vedo questa immagine e insieme all’angoscia e al senso di colpa mi viene il timor di Dio. Stiamo vedendo accadere cose abominevoli, sembra (e forse è ancora) Auschwitz. Lasciamo succedere (e provochiamo) cose che ci superano.

Penso che a tutti (credenti e non) debba venire il timor di Dio.

Cosa possiamo fare? Smetterla di parlare di ruspe forse potrebbe aiutare.
Cosa posso fare? Non lo so …  però credo che qualche spazio, insieme a tutte le cose quotidiane del vivere, insieme alle fatiche personali, insieme alla stanchezza di tutti i giorni valga la pena provare. Questo è uno spazio.
Già Calvino ce lo diceva:

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

E’ notizia di questi giorni che anche Regione Lombardia, dando seguito alle Legge 47 del 2017, ha pubblicato l’avviso per individuare (e formare) i tutori volontari di minori non accompagnati. Il bando è qui.

Come funziona? Una persona, con alcuni requisiti, si mette a disposizione per dare una mano ai minori stranieri non accompagnati che si trovano sul nostro territorio: semplificando gli fa da fratello (o sorella) maggiore.
Credo che serva. Credo che sia un modo di provare a dare spazio a ciò che in mezzo all’inferno, non è inferno.

Oggi un mio caro amico cremasco mi ha detto “ragazzi, salvate il salvabile” aggiungo che non posso non ricordare le parole di don Lorenzo Milani:

Se non potremo salvare l’umanità ci salveremo almeno l’anima.

Non voglio che ci ricordino come noi facciamo oggi coi nazisti.

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