Tampone all’ospedale: un mercato del bestiame, una situazione pericolosa!

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Oggi ho portato il mio primo figlio a fare il tampone all’Ospedale di Crema. Un vero mercato delle bestie. Un insulto agli utenti, agli operatori e alla Sanità Pubblica. Un vero pericolo.

Ecco la lettera che ho inviato alla Direzione dell’Ospedale di Crema (dott. Sfogliarini), alla Direzione del’ATS Valpadana (dott. Mannino) e, per conoscenza, alla Sindaca di Crema Stefania Bonaldi.

Non escludo di dare un corso legale alla cosa, qualora le risposte siano tardive o insoddisfacenti.

 

Alla c.a.
del Direttore dell’Ospedale di Crema dott.Roberto Sfogliarini
del Direttore ATS Valpadana dott. Salvatore Mannino

e p.c.
alla Sindaca del Comune di Crema dott.ssa Stefania Bonaldi

Crema, 31 ottobre 2020

Gent.mi,

la presente per segnalarVi la tremenda esperienza a cui sono stato costretto, insieme a mio figlio e a decine di altre persone, questa mattina presso le strutture da Voi gestite.

Mio figlio ha terminato il periodo di dieci giorni di quarantena dovuti ad un docente risultato positivo. Quindi, stamane, ci siamo recati ad effettuare il tampone affinché possa essere riammesso a scuola e alla vita di comunità. E’ subito da segnalare che l’unica comunicazione è stata quella della scuola e ATS, che avrebbe dovuto contattarci, è stata completamente silente e, probabilmente, incosciente del caso.

Lo scenario che ci si è palesato questa mattina era il seguente: un tendone con una capienza massima di trenta persone (così come dichiarato all’ingresso dello stesso) stipato da almeno una settantina di utenti in attesa, una cinquantina di persone in attesa all’esterno praticamente in mezzo alla strada, nessun tipo di indicazione su quale fosse l’iter da seguire (solo un passaparola per capire che appena all’ingresso era presente un distributore di numeri per la coda, tipo supermercato), pochi operatori oberati di lavoro e di compiti, una confusione totale e, conseguentemente, una grave insicurezza

Non pochi i casi di utenti che si presentavano per effettuare un secondo tampone dopo il primo positivo che venivano accalcati insieme a tutti gli altri.

Nessuno a governare una situazione evidentemente caotica e quindi pericolosa.

Assente il coordinamento tra ATS e Ospedale di Crema, così come lamentato dagli operatori, evidentemente provati, che non riuscivano e non potevano dare risposte sul perché si accalcavano persone senza appuntamento (il sabato mattina è uno dei momenti, come da cartellonistica, in cui si effettuano i tamponi per le scuole) e quelli con un appuntamento (per scoprire però che sono convocate cinquanta persone alla volta ogni mezz’ora, tutte insieme).

Un vero mercato delle bestiame.

Dopo quanto è accaduto la settimana scorsa sarebbe stato impensabile, per esempio, installare un ulteriore tendone di accoglienza, raddoppiare gli operatori e garantire quindi la sicurezza loro e degli utenti?

Come è possibile che ci sia una gestione così approssimativa e pressapochista e, conseguentemente, pericolosa? Chi ha la responsabilità di questa situazione allucinante?

Già durante la prima ondata il board di ATS si è dimostrato inetto ma che ciò si ripetesse in maniera così clamorosa anche in quest’occasione appare inaccettabile, anche in considerazione dello sforzo e dei sacrifici degli operatori, per ogni cittadino.

Nella mattinata di oggi forse io, mio figlio e molte altre persone siamo stati contagiati per una evidente incapacità di gestione di cui Voi dovete rendere conto ai cittadini.

Resto quindi in attesa di un Vs. riscontro.
D
istinti saluti.

dott. Emanuele Coti Zelati

P.S. Anche il mio secondo figlio è nella stessa situazione di isolamento del primo: oggi a lui è arrivata la comunicazione (con tutti i destinatari in chiaro e quindi senza alcun rispetto per la privacy) da parte di ATS con la convocazione per fare il tampone. Quindi due figli nella stessa scuola con due trattamenti diversi (il primo non convocato, il secondo convocato), fatto che si traduce in una disuguaglianza nel diritto di accesso alla sanità e all’istruzione (perché viene ritardato il momento di rientro a scuola), diritti di rango costituzionale, oltre che essere la prova dell’incapacità di gestire una situazione che era prevista da lungo tempo. Penso che difficilmente si sarebbe potuto fare peggio.


Siamo sempre in ascolto dei cittadini: scriveteci a segnalazioni@cotizelati.it oppure quì

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