Chiusura delle scuole in Lombardia: famiglie trattate come zerbini

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Gent.mo Direttore,
sono a scriverLe perché non riesco a tacere di fronte allo scempio che si fa della scuola, dei ragazzi e delle famiglie.
Dopo decine di proclami, sia a Roma che a Milano, la scuola ieri, improvvisamente, viene spostata in DaD, leggasi chiusa.
Dopo aver affermato centinaia di volte che sulla scuola si impernea il futuro del Paese, proprio quel governo regionale del Family Day tratta la scuola come un fastidio, gli allievi come pacchetti, i lavoratori della scuola come pupazzi e le famiglie come zerbini. Le difficoltà aggiuntive degli studenti con disabilità e delle relative famiglie non sono nemmeno prese in considerazione.
Improvvisamente, dal pomeriggio per la mattina successiva, tutti a casa.
Fontana & C. si sono forse chiesti quale impatto questa scelta neanche vagamente programmata possa avere sulla scuola, sui ragazzi e sulle famiglie? Perché non è stata possibile nemmeno una giornata per permettere ai genitori (e alle scuole) di organizzarsi?
A fronte infatti di una sbandierata (leggasi Ministra Gelmini) programmazione di eventuali passaggi di colore delle Regioni (francamente sempre più difficili da comprendere: quanta è la differenza tra “arancio rinforzato” e “rosso”?), il Presidente Fontana d’acchito chiude tutte le scuole.
Non si è certo a discutere della gravità della situazione sanitaria e del fatto che sia necessario tutelare la salute pubblica tuttavia si concedano almeno due piccole considerazioni: la prima riguarda l’incapacità di prevedere anche solo lontanamente un andamento che chiunque, anche chi non è uno statistico, aveva già compreso da giorni e giorni, la seconda è relativa alla pressoché totale mancanza della considerazione dei danni psicologico – educativi (e non solo meramente didattici) che queste azioni improvvise provocano ai bambini e ai ragazzi: perché la Giunta Regionale (che pare, non dimentichiamolo, essere stata incapace di inviare dati chiari a Roma infilandosi in un pernicioso scarico di responsabilità di cui al cittadino non interessa nulla) o il Governo nazionale sembrano ignorare totalmente questo aspetto che invece è al centro delle preoccupazioni di migliaia di genitori e non solo?
Ormai un anno fa abbiamo iniziato a dirci “andrà tutto bene”. Non è stato così, purtroppo. Ma come è possibile che vada tutto bene con questi governanti che, quotidianamente, mostrano i loro clamorosi limiti: i cittadini sono stati costretti ad ogni sorta di limitazione (che aumentano ogni giorno) che, dopo circa dodici mesi, sembrano essere state pressoché inutili.
E’ evidente che ormai la stanchezza delle famiglie, dei ragazzi e delle ragazze e, ovviamente, dei lavoratori è estrema. Nel senso che non è possibile portarla oltre.

Emanuele Coti Zelati

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