Sicurezza della piscina di Crema: la toppa è peggio del buco e la situazione è sempre più paradossale

Standard
Tempo di lettura: 2 minuti

Meno di una decina di giorni fa la Sindaca Bonaldi non aveva risposto alle nostre domande circa la sicurezza del Bellini adducendo questioni di ordine burocratico/formale eccependo quindi che la nostra interrogazione fosse in realtà un accesso agli atti (che modificava quindi da 10 a 30 i giorni di risposta).
Abbiamo quindi provveduto a modificare l’interrogazione, adeguando la forma (ma non la sostanza) in modo da superare i (pretestuosi) problemi della prima cittadina anche se, lo ribadiamo fortemente, ci saremmo aspettati di trovare sintonia nella volontà di sgombrare il campo dai dubbi sulla sicurezza della piscina di Crema: è una questione fondamentale che non ha certo colore politico ma che riguarda tutti i cittadini e gli utenti dell’impianto.
L’Amministrazione a guida PD ha invece preferito tergiversare. Ora, che hanno dovuto dare una risposta, ci appare chiaro il motivo.

E’ vero che l’impianto Bellini é completamente aderente alla normativa in materia di sicurezza? L’Amministrazione di Crema non è in grado di rispondere a questa semplice domanda perché “l’impianto è dato in gestione a società privata che ha in capo anche gli adempimenti in materia di sicurezza”.

In Consiglio Comunale abbiamo sostenuto che l’Amministrazione Bonaldi non ha più controllo sulla situazione e SM, dopo aver intascato centinaia di migliaia di euro dei cittadini cremaschi, fa il bello e il cattivo tempo senza che la Giunta PD sia in grado di fare nulla.
Bonaldi & Co sono in balia di una SPA italiana e di una società spagnola: questo è il segno di una vera insufficienza amministrativa.
A ciò si aggiunga che alla data del 4 giugno non era ancora noto il valore dei lavori che Sport Management avrebbe dovuto eseguire e che invece non ha fatto.
Quindi la situazione è questa:

  • non sappiamo se la piscina è in sicurezza
  • non sappiamo se e quando rivedremo i 150.000 € di prestito che il Comune ha concesso a SM (senza contare i 35.000 € “regalati” a fondo perduto)
  • non sappiamo quanti sono i lavori non svolti da SM nel nostro impianto (ricordiamo che questo era uno dei motivi principali per cui si affidava ad un privato la gestione dell’impianto)
  • non sappiamo se FORUS effettivamente acquisterà il ramo d’azienda di SM e quindi se qualcuno si adopererà per verificare la sicurezza della piscina e svolgere i lavori non fatti
  • non sappiamo se chi ha acquistato abbonamenti e non li ha usufruiti potrà mai essere rifuso della spesa

Si aggiunga che il sottoscritto ha fatto richiesta formale per eseguire un sopralluogo prima della riapertura ma il gestore sta rifiutando l’accesso. Un pessimo modo per iniziare un rapporto con la città.

L’Amministrazione PD guidata da Stefania Bonaldi e dalla sua Giunta poteva fare peggio? Difficile.

Quello che è sicuro, in questa vicenda, è che servono delle serie riflessioni sui rapporti pubblico/privato: la strada percorsa fino ad oggi, esternalizzando sempre più la gestione dei servizi è stata insufficiente e completamente fallimentare. Non bastano ammissioni di colpe (che comunque non sembrano arrivare), servono soluzioni serie, concrete e nell’interesse della collettività, che ancora una volta paga decisioni politiche sbagliate e incompatibili interessi privati.


Siamo sempre a disposizione per il confronto: contattateci a segnalazioni@cotizelati.it oppure attraverso questa form:

Lascia un commento