Nessuna ironia o critica politica: un’offesa personale di fronte alla quale difendo la mia onorabilità

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Sono mio malgrado costretto a rispondere al maldestro comunicato stampa dei grillini relativo alla querela che ho sporto verso il consigliere Draghetti ed altri soggetti.

E’ importante precisare che la querela risale al mese di dicembre e il sottoscritto, non volendo inquinare il dibattito politico con un attacco afferibile alla sfera personale, si è ben guardato dal rendere pubblica la cosa. Ci hanno pensato i grillini che, non avendo argomenti e facendo mostra della loro insipienza politica, vogliono giocare il ruolo di vittime di chissà quale attacco al loro “progetto” (?): non sono nemmeno riusciti a comprendere che il sottoscritto ha tutto il diritto di difendere la propria onorabilità (e lor signori si scaldano di fronte a questo fatto invece normale) e non ha voluto utilizzare l’episodio con scopi politici: è in questa direzione che si deve leggere il riserbo che ho mantenuto sulla questione. Altro che  voler “limitare la libertà d’espressione del pensiero politico”!

I soggetti destinatari della mia azione  legale hanno invocato per me (con l’aggravante di farlo su un mezzo come un social network) il “TSO immediato” semplicemente perché ho esercitato la mia azione di consigliere comunale e tentano ora di ripararsi dietro allo schermo della presunta “ironia”; dispiace vederli così confusi, io faccio politica e non ironia: l’ultima cosa che serve per il benessere della città è di “mettersi a scherzare”!

E’ evidente che la loro non era né ironia e nemmeno critica politica: qual è il contenuto di quella frase, se non un insulto? Quale contributo critico ha dato alla discussione, se non l’effetto – come purtroppo ormai vediamo accadere anche a livello nazionale – di abbassare irrimediabilmente il livello del confronto, di svicolare sull’inconsistenza delle obiezioni, addirittura di non preoccuparsi nemmeno di rispondere nel merito, ostinandosi invece ad attaccare personalmente gli avversari, senza che l’agone politico ne venga neppure in minima misura arricchito?

Ecco, anche per questo ho deciso di sporgere querela: io non mi rassegno a questo imbarbarimento, a questo non rispetto, a questa maleducazione.

Non posso inoltre non considerare come sia inquietante il fatto che una forza politica che sta al governo del Paese sembra voler richiamare l’uso politico del TSO verso gli avversari politici: la mia mente corre inevitabilmente a periodi nefasti della storia.

Come non osservare poi che questi signori sembrano non avere la minima contezza del significato del Trattamento sanitario obbligatorio: un atto estremo per una sofferenza estrema: come può essere utilizzato per schernire l’avversario politico o per “fare ironia”? Dov’è il rispetto per le persone oggetto di questi trattamenti? Chi riveste un ruolo politico non può offendere personalmente i propri avversari politici, dire che è ironia e mancare così profondamente di rispetto ai componenti fragili affetti da sofferenze mentali! E’ questo il “cambiamento”?!

I grillini addirittura chiedono le mie dimissioni (chissà per quale motivo … dimenticano che sono stato eletto democraticamente): il codice etico del M5S non prevedeva forse le dimissioni per quegli eletti indagati? Draghetti quindi si dimetterà oppure hanno fatto marcia indietro anche su questa questione, così come su molte altre?

In ogni caso, ad ulteriore dimostrazione del fatto che il sottoscritto non ha mai voluto usare politicamente la questione, mi rendo disponibile a ritirare la querela a fronte di pubbliche scuse.

dott. Emanuele Coti Zelati

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