Mozione contro il Decreto Sicurezza: il mio intervento in Consiglio Comunale

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Durante la seduta del Consiglio Comunale di ieri sera si è discussa (anche) la mia mozione sul Decreto Sicurezza. Il documento era parte di un’azione più generale che aveva visto anche l’organizzazione di una serata/dibattito pubblica che era stata MOLTO partecipata.

La mozione era del dicembre 2018 e quindi è stata, almeno nel suo dispositivo finale, superata (ho quindi proposto durante la seduta stessa del Consiglio questi emendamenti).

Quella che segue è la traccia del mio intervento:

Ho pensato di iniziare il mio intervento di questa sera accendendo un cero alla Madonna ma poi ho pensato che non sarebbe granché originale visto quello che (ancora) ha fatto l’orrendo ministro dell’interno di questo orripilante Governo a Milano nei giorni scorsi e probabilmente accendere il cero non sarebbe nemmeno rispettoso.
Non sarebbe rispettoso perché quella religiosa è un’esperienza (che sia la propria o quella degli altri) a cui accostarsi con rispetto e delicatezza, qualunque essa sia: chi c’era, qualche anno fa, non può ricordare la violenza verbale che si consumava in piazza Duomo mentre qui si svolgeva un consiglio comunale aperto: Salvini che con la sua claque urlava “Chi non salta musulmano è!”.
Non mi pare molto differente dal “negro di merda” urlato all’indirizzo di un 13enne durante una partita di basket, sempre sul milanese, nei giorni scorsi o all’inaccettabile (anche da parte dei tribunali) azione svolta sui bambini (e non sulle famiglie) nelle mense di Lodi.
Sono tanti gli episodi analoghi a questi che punteggiano, con sempre maggiore frequenza, il nostro Paese.
Ma da dove trae origine questo sentimento di odio, questa violenza sempre meno repressa e sempre più fisica? La risposta, per quanto mi riguarda, è “in una precisa e lucida strategia di marketing elettorale che mira a criminalizzare un gruppo di persone”.
Qualcuno, nei giorni scorsi, mi ha detto durante una conversazione normale (scusatemi in anticipo per il turpiloquio): “che palle, la sinistra e la chiesa hanno in mente solo ‘sti negri”. La persona con cui parlavo è una persona come tante, con un lavoro, una laurea e pure dei figli. Il primo dato inquietante è che oggi ci si sente di poter parlare in questo modo in una conversazione normale e il secondo è, ovviamente, il contenuto. D’altra parte anche questo è l’effetto di una strategia precisa: se Berlusconi ingenerò un cambiamento antropologico nell’Italia, la Lega e i grillini ne hanno fomentato un altro peggiore: se il primo aveva un obiettivo di anestesia del pensiero, quest’altro è l’inoculazione di un tipo di virus della rabbia che non colpisce i cervelli ma i cuori.
Non ho, come priorità, quella di fare un’affermazione di demarcazione politica: non mi interessa cioè piantare una bandierina “di sinistra” su questo tema ma sono ad esprimere una preoccupazione sincera sia come cittadino che come padre: non voglio che i miei figli crescano in una società in cui è normale parlare di “negri” o in cui si possa urlare ad una donna con una bambina per mano “troia, ti stupro” perché di etnia rom (mi riferisco al caso di casal bruciato che ha visto protagonista un fascista di casa pound … a cui è vicino anche l’editore del libro credo biografico su Salvini).
Questa mozione ha quindi un obiettivo civile che dovrebbe essere trasversale a tutte le forze politiche: fare in modo che cresca una società più giusta ed inclusiva. L’inclusività, sia ben chiaro, non è una caratteristica “buonista” (altro termine “sensibile”) piuttosto uno strumento di tutela e di tenuta delle comunità: l’ho già detto in occasione della discussione sui fatti dell’attentato del pullman: l’unico modo per avere una società sicura (e non solo nel senso della sicurezza fisica) è dare la possibilità di essere “dentro” perché chi è dentro “lavora per”, abita un luogo e costruendo il proprio futuro in quel luogo contemporaneamente fa progredire quella comunità.
Questo Decreto contro cui si muove la mozione è distruttivo perché istituzionalizza la distruzione della nostra capacità di compatire, com-patire, sentire con l’altro: se io non sono più capace di “sentire quello che sente l’altro” allora, nel migliore dei casi, mi guardo solo l’ombelico e divento autoreferenziale e non capisco più niente del mondo perché nessuno o nessuna comunità basta a se stessa … molto presto muore.
Questo Governo (non solo la Lega), al di là della mia opposizione politica, porta lo stigma vergognoso di questo Decreto Sicurezza che è menzognero già nel nome: è il decreto dell’insicurezza perché non riconoscere nei fatti l’umanità dell’altro significa non solo umiliarlo ma metterlo nelle condizioni di smettere di comportarsi da persona.
Potete nascondervi dietro a qualsiasi slogan e vi vedo difendere la linea del partito rinunciando pure alla vostra indipendenza intellettuale: il decreto sicurezza fomenta ostilità e xenofobia: lo dice l’alto commissariato per i diritti umani dell’ONU che ha scritto al Ministro degli Esteri.
Le ricadute amministrative possono essere molto gravi perché puntano a spalmare i costi sui Comuni … ma non è un caso semmai è un altro tassello della strategia orrenda con cui si vogliono incriminare poveri Cristi che cercano solo di sopravvivere.
Il futuro non è scritto e specialmente il nostro tempo è caratterizzato dal repentino e profondo cambiamento delle situazioni e quindi provate, per un attimo, ad immaginare che (chissà magari sforando il 3% del rapporto deficit/pil) saremo noi a doverci imbarcare sui barconi (o “taxi del mare” come dice quell’altro fenomeno di Di Maio … sapete che sono state archiviate quelle indagini?): cari consiglieri di Lega e del M5S siete sicuri che in quel frangente vorreste incontrare i vostri omologhi per decidere della vostra sorte?
Tornate umani, restiamo umani. Continua a leggere

Fontanili: una lettera aperta ai Consiglieri provinciali per intervenire al più presto

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Facendo seguito a quanto dichiarato durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale, in relazione al mancato finanziamento dei fontanili del cremasco da parte di Regione Lombardia, ho indirizzo la seguente missiva ai consiglieri provinciali e, per conoscenza, al Sindaco di Capralba.

 

Ai Consiglieri della Provincia di Cremona
e p.c.
al Sindaco del Comune di Capralba
sig. Gian Carlo Soldati

Crema, 10 dicembre 2018

Gent.mi Consiglieri,

è di questi giorni la dichiarazione dell’Istituto Superiore di Sanità secondo cui sono solo venti gli anni restanti per intervenire efficacemente nel salvataggio del pianeta: il tema ecologico e della conservazione delle risorse è quindi indifferibile, centrale e comune a tutti i cittadini e, ancora di più, a tutte le istituzioni della Repubblica Italiana.

Il nostro territorio è ricco di risorse, anche naturali, tramandate dalle generazioni precedenti che sono state in grado, nonostante i limiti economici e tecnici, di conservarle riconoscendone il valore e l’importanza: i fontanili, e in particolari quelli del Comune di Capralba, ne costituiscono un eccellente esempio.
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Regione Lombardia continua a non finanziare la manutenzione dei fontanili: danni ecologici ed economici

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Ecco la comunicazione che ho fatto all’apertura del Consiglio Comunale di questa sera:

E’ di questi giorni la nota ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità che, a gran voce, dichiara che sono solo venti gli anni che abbiamo ancora a disposizione per salvare il pianeta: l’appello è drammatico e il futuro che si profila ancora peggiore.

Tuttavia il tema pare essere scomparso dall’agenda politica nazionale e internazionale.

Appare evidente che, in Italia, continuiamo a non avere un’adeguata cultura per affrontare il problema in tutta la sua complessità.

Il governo giallo verde è l’esempio lampante (anche) dell’inadeguatezza nel risolvere i problemi che minano la nostra salute e le nostre prospettive di vita.

La stessa Regione Lombardia  sotto la regia leghista non perde occasione per procedere in questo senso.

E’ emblematico il caso del mancato finanziamento (da parte appunto di Regione Lombardia) degli interventi di manutenzione dei fontanili (anche) del Comune di Capralba che sono, è evidente, un valore ed una risorsa non solo per quel comune ma per tutto il territorio cremasco (e non solo).

Pure è emblematico il silenzio politiche delle forze politiche che siedono sia in questo consiglio comunale che nel governo della Regione: incapaci di stare VERAMENTE dalla parte dei cittadini e delle attività economiche, prontissimi ad individuare (falsi) capri espiatori smemorati ad individuare le proprie gravi responsabilità politiche.

La questione è evidente: a causa dei cambiamenti climatici in atto, l’eccessivo sfruttamento dei suoli (che è aggravato dallo spargimento di liquami dalla composizione potenzialmente nociva) porta con sé un iper utilizzo di risorse idriche in una provincia, la nostra appunto che, con frequenza sempre maggiore, lamenta carenza di risorse idriche.

Se dovessero venire meno anche le sorgenti perenni presenti nel nostro territorio la siccità potrebbe creare ingenti perdite sia economiche che ambientali e tali perdite, avendo potenzialmente carattere definitivo, diverrebbero incalcolabili.

Sono a portare quindi all’attenzione di questa assise il tema che, è bene ribadirlo, decisamente riguarda la nostra città.

Pertanto come gruppo consigliare de La Sinistra sono ad esprimere, ancora una volta, preoccupazione per questo tema e per la stolta decisione di Regione Lombardia che rischia di danneggiare pesantemente il tessuto ecologico ed economico di tutto il cremasco: sarà mia premura quindi, nei prossimi giorni, attivarmi in tutti i modi che mi sono possibili per contribuire a risolvere questo problema.

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Lettera aperta ai consiglieri comunali di Lodi

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Oggi, durante la fase di comunicazione del Consiglio Comunale, ho chiesto ai consiglieri comunali di Crema di firmare questa Lettera aperta ai consiglieri comunali di Lodi in merito alla vicenda della mensa negata ai bambini del Comune di Lodi.

Mi occuperò personalmente di recapitarla al Consiglio Comunale di Crema.

Chi la firmerà?

Crema, 15 ottobre 2018

Gent.mi Consiglieri,

siamo a scriverVi per contiguità territoriale e per comunanza di ruoli.

Il ruolo di consiglieri comunali ci pone nella condizione di avere a che fare quotidianamente con le richieste dei concittadini da una lato e con le esigenze e i meccanismi amministrativi dall’altro: e così, spesso, ci troviamo in posizioni decisamente scomode.Le persone, giustamente, ci chiedono di intervenire affinché vengano risolti i loro problemi che quasi sempre sono estremamente concreti Continua a leggere

Le citazioni fasciste di Salvini ledono la dignità del Consiglio Comunale

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Ecco la mia comunicazione al Consiglio Comunale di Crema della giornata di oggi, 30 luglio 2018.

 

Buon pomeriggio a tutti,

mi rivolgo a voi perché, questo consiglio, è l’espressione più alta della partecipazione democratica cittadina sancita dalla nostra Costituzione che è così marcatamente antifascista. Siamo qui grazie al sacrificio di tante e tanti (di diversissima estrazione politica, sociale ed economica) che hanno contribuito in anni bui e terribili in cui ogni speranza pareva perduta ad opporsi al regime fascista ad un prezzo che oggi possiamo solo immaginare. Al di là di ogni posizione politica legittimamente qui espressa siamo tutti noi debitori e debitrici per lo spazio democratico che abitiamo.
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Limitare il gioco d’azzardo: ecco il regolamento in votazione

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Questa sera, in Consiglio Comunale, è in votazione il nuovo REGOLAMENTAZIONE DEL GIOCO D’AZZARDO LECITO E MISURE DI PREVENZIONE E CONTRASTO DELLE DIPENDENZE DA  GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO (GAP).

Sono molto orgoglioso di questo regolamento perché, riconoscendo il disastro sociale creato dal gioco d’azzardo, tra le gradazioni di rigidità consentite dalla legge, il Comune di Crema ha scelto la linea dura.

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L’accoglienza dei migranti in Italia e il ruolo “politico” della Chiesa

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Riporto questo interessante articolo tratto da agensir.it, Servizio di informazione religiosa a firma di Oliviero Forti

In un Paese confuso, in cui le diverse posizioni sul tema dei migranti non sono chiare, è emerso un attore importante che svolge un ruolo politico altrettanto rilevante: è la Chiesa cattolica che ispirata costantemente dalle parole di Papa Francesco, ha preso posizioni coraggiose sull’immigrazione. Il Pontefice è stato chiaro circa la direzione da intraprendere: accogliere i rifugiati e i lavoratori migranti è un “imperativo morale”, ha detto nel mese di febbraio dello scorso anno.

“Non potete chiamarvi cattolici ed essere contro i rifugiati allo stesso tempo”

ha detto ad ottobre 2017. Ha ribadito che mantenere i confini aperti a coloro che fuggono dalle guerre e dalla povertà è un dovere che deriva dalla virtù cristiana della “carità”, dalla compassione verso gli altri. Dunque, mentre il populismo caratterizza il dibattito globale sull’immigrazione, Papa Francesco sostiene i migranti e i rifugiati, chiedendo alle parrocchie europee di aprire le porte all’accoglienza.

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Salviniani e grillini: leggete questo, prima di tutto [aggiornato]

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Convenzione europea dei diritti dell’uomo

Articolo 2

Diritto alla vita

  1. Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il reato sia punito dalla legge con tale pena.
  2. La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario:
    1. per garantire la difesa di ogni persona contro la violenza illegale;
    2. per eseguire un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta;
    3. per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione.

Articolo 3

Proibizione della tortura

Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti.

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Se manca l’elaborazione politica allora si è capaci di qualunque cosa

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La dimensione politica, quando non è solo “amministrazione di condominio”, è in una certa misura espressione pubblica e sociale di una concezione, anche etica e morale, del mondo.
Quindi ogni luogo, inserito in un contesto caratterizzato da una dialettica democratica, che elabora una visione di mondo è necessariamente un luogo politico. Di converso ogni forza politica che non è in grado di esprimere una qualche visione di mondo abdica alla sua funzione fondamentale di rappresentazione pubblica di istanze di diversi settori della società.
(Penso, per inciso, che questa sia una delle cose che la sinistra si è persa per strada e spero, vivissimamente, che riesca a ritrovarla).
Ma cosa succede se un gruppo espressamente rinuncia a questo compito fondamentale? Allora smette di essere politica, smette di fare il bene della democrazia in cui è inserita, e cessa, in definitiva, la sua funzione.
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Sentenza del TAR: non si tollerano gli intolleranti, specialmente fascisti

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E’ giusto impedire di propagandare su suolo pubblico idee di terrore, morte e violenza: in poche parole fasciste. Come quelle, per esempio, di Casapound. E’ quanto avevo sostenuto presentando la mozione Rispetto dei valori della resistenza e dei principi della Costituzione Repubblicana.

Ero stato malamente attaccato dalla minoranza che, fra le altre cose, mi aveva accusato di essere liberticida non riuscendo a comprendere, innanzitutto, che la mozione chiedeva una dichiarazione di adesione ai valori democratici costituzionalmente sanciti e che, più in generale, nessuna manifestazione democratica può permettere infiltrazioni antidemocratiche come, d’altra parte, aveva già chiaramente evidenziato K. Popper:

Se estendiamo l’illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro gli attacchi degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi […].
Dovremmo proclamare, in nome della tolleranza, il diritto di non tollerare gli intolleranti. Dovremmo insomma proclamare che ogni movimento che predica l’intolleranza si pone fuori legge e dovremmo considerare come crimini l’incitamento all’intolleranza e alla persecuzione, allo stesso modo che consideriamo un crimine l’incitamento all’assassinio, al ratto o al ripristino del commercio degli schiavi.[…]
La tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza. Se estendiamo l’illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro gli attacchi degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi.

Certamente i nostri consiglieri di minoranza non ascolteranno il sottoscritto, non leggeranno nemmeno Popper ma, di sicuro, dovranno prestare attenzione al TAR che, con la sentenza di alcuni giorni fa, ha sancito che il ricorso di Casapound (i fasciti, per capirci) contro il Comune di Brescia che vietava, analogamente alla mia mozione, lo spazio agli intolleranti è stato respinto perché il provvedimento del Comune è giusto.

Con buona pace vari consiglieri di minoranza del Comune di Crema.

Siccome, tuttavia, ad oggi non si vede nessun cambiamento nel Comune di Crema ho scritto agli uffici per avere informazioni…


 

Come sempre, sono a disposizione per qualsiasi chiarimento o informazione: contattami!