Case popolari: problemi complessi che non hanno bisogno di ricette superficiali e sbrigative

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I problemi complessi non si risolvono con ricette superficiali e sbrigative, soprattutto quando sono coinvolte persone particolarmente fragili. Il contesto sociale è in continuo mutamento e questo è proprio molto evidente nei contesti abitativi delle case popolari, per cui ci stiamo approcciando al problema in maniera seria e determinata e lo stesso ci aspettiamo da tutte le forze politiche compreso il M5S; invitiamo quindi i grillini ad approfondire ulteriormente il problema senza pensare di liquidare con facili affermazioni i problemi delle persone che abitano le più di 900 case popolari presenti sul territorio di Crema.

La questione si è ulteriormente complicata anche a seguito del famoso debito con Regione Lombardia (generato dall’affaire Scuola di CL) che non è ancora estinto, di cui tra l’altro si è anche discusso in commissione bilancio di lunedì 31 u.s. dove si è notata l’assenza del consigliere Cattaneo (Commissione fra l’altro richiesta dalle minoranze). Anche in quella occasione il consigliere Cattaneo avrebbe potuto apprendere che i 200.000 € ancora sussistenti impediscono l’erogazione di contributi regionali anche se essi fossero destinati all’edilizia popolare.
Riteniamo che sia necessario predisporre un ufficio/risorsa umana che si occupi esclusivamente di case popolari perché per noi è fondamentale fornire ai cremaschi il miglior servizio possibile e, al contempo, presidiare l’efficienza del sistema per individuare i casi di persone che, impropriamente, usufruiscono dei servizi di alloggio; si sottolinea inoltre che questa ipotesi di lavoro risponde alla LR 16/2016 che trasferisce ai comuni alcune competenze che vanno necessariamente assolte.

In questi giorni abbiamo iniziato i primi sopralluoghi e abbiamo incontrato le persone che ci hanno evidenziato le loro necessità e i loro problemi oltre ad aver interloquito con ALER i cui funzionari, intervenuti sul luogo, hanno provveduto a pianificare i necessari interventi rispetto alle richieste.

Si evidenzia poi la necessità, in talune situazioni, di ipotizzare degli interventi di mediazione abitativa oltre a quelli già in atto.

Ribadiamo quindi che che la questione mostra molteplici aspetti e andrebbe approcciata, vista la natura della stessa, con una preparazione proporzionale alla delicatezza che talune situazioni richiedono. Decidere però di utilizzarla come (consunta) bandierina polemica e politica rischia di determinare come unico effetto quello di mettere in evidenza il netto distacco con i cittadini e con gli strumenti della macchina comunale.

Ovviamente rimaniamo disponibili ad accogliere soluzioni concrete e vere anche da parte del M5S, privilegiando il dialogo e l’attenta considerazione di eventuali contributi sul tema.

 

dott. Emanuele Coti Zelati

Consigliere delegato alle case popolari

dott. Michele Gennuso

Assessore al Welfare

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