Case popolari: i documenti, i numeri e un aiuto (indispensabile) dei cittadini

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In queste settimane, anche se il gran caldo non aiuta, stiamo cercando di raccogliere informazioni precise circa le case popolari a Crema in modo da avere una visione complessiva della questione così da identificare di preciso i problemi principali e individuare possibili vie di soluzione.
La fase conoscitiva è quindi fondamentale. Per quanto mi riguarda essa si compone di almeno due aspetti:

  • uno documentale ossia lo stato burocratico delle cose, quali sono le carte che regolano il funzionamento delle case popolari e quali sono i numeri 
  • uno relazionale ossia l’incontro con le persone che vivono in questa realtà, per metterci la faccia, per capire quali sono i problemi principali e immaginare insieme soluzioni

Dalla prossima settimana inizieremo degli incontri de visu con le persone e nel frattempo ho pensato che possa essere utile condividere una sintesi dei dati acquisiti fino a qui: le case popolari sono un patrimonio della collettività ed è giusto che ognuno possa accedere facilmente ai dati.
Ecco quindi l’obiettivo di questo post: offrire a tutti la possibilità di capire meglio la (complessa) questione.

Specifichiamo che a Crema esistono case popolari di proprietà:

  • del Comune di Crema: 366 alloggi
  • di ALER: 535 alloggi

Per un totale di 901 alloggi.

Tutte le abitazioni sono gestite da ALER, attraverso una convenzione che è possibile scaricare cliccando qui. La convenzione è stata prorogata fino alla fine del 2017.
A ciò è necessario aggiungere la Legge Regionale n. 16 del 2016 che ridisegna l’assetto generale dell’edilizia popolare, cambia la concezione “di fondo” facendole diventare di fatto un servizio di welfare, introduce importanti modifiche nelle dinamiche di gestione e, più in generale, sposta sui Comuni competenze che prima erano Regionali (le risorse però ancora non si vedono…). La legge si può scaricare cliccando qui.
C’è da sottolineare che, per differenti ragioni, una quota (in realtà, rispetto ad altri territori, piuttosto bassa) di questi alloggi è vuota (per esempio per manutenzione). Ho provveduto, sulla base dei dati disponibili presso gli uffici comunali, a creare una mappa con l’ubicazione degli alloggi sfitti (sia di proprietà del Comune che di ALER):

Potrebbe esistere la possibilità che i miei dati non siano allineati con la situazione reale, potrebbe cioè darsi che alcuni appartamenti che risultano occupati sulla carta in realtà siano sfitti. In questo senso è fondamentale il contributo da parte dei cittadini, specialmente di quelli che abitano nelle vicinanze di case di edilizia popolare che non compaiono nella mappa sopra e che essi ritengono vuote. La collaborazione dei cittadini è sempre fondamentale anche nella conservazione in buono stato delle case e dei complessi residenziali e dei relativi spazi comuni: tantissimi si adoperano positivamente ma altri meno. Le case popolari sono un patrimonio collettivo che va conservato al meglio.

E’  quindi possibile inviarmi una segnalazione attraverso questa form:


i dati forniti verranno utilizzati esclusivamente per ricontattarvi nel caso ciò sia necessario per approfondire circa l’appartamento segnalato


Aggiornamento del 13 agosto 2107

Non l’ho fatto prima e invece forse avrei dovuto specificare quanto segue:

  • i dati che riporto non sono ovviamente riservati o “segreti”: sono pubblici e riguardano beni pubblici. Inoltre non riportano (e ci mancherebbe!) dati sensibili o in qualche modo personali di qualcuno. Sono tutti reperibili presso gli uffici (e facilmente da TUTTI i consiglieri comunali). Moltissimi dati interessanti e che mi capita di utilizzare sono facilmente accessibili da Open Data Regione Lombardia (guardateci: è veramente una miniera)
  • da dove nasce l’idea della segnalazione online: semplice dal fatto che è capitato di essere fermato per strada da concittadini che mi dicono “c’è una casa vuota in via xxx al numero xx … non è possibile è chiusa da xx anni!”. La nostra città ha una dimensione che consente questa (bella) pratica: ti vedo, ti riconosco, ti fermo, ti espongo il problema e prima o poi ti chiedo di rendermene conto. A me sembra un meccanismo sano. Ma perché limitarlo al ti incrocio per strada? Abbiamo Internet usiamolo! Chiederò di estendere la possibilità anche al sito del Comune.

Tra l’altro non è la prima volta che uso Internet in questo senso: giusto per ricordare ecco due esempi:

in entrambi i casi, guarda un po’, a molti la cosa non era piaciuta … indovinate chi … 😉

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