Bando caffè del museo: chiarimenti e diffida

granchi di terraE’ bene fare chiarezza sulla questione bando caffè del museo.
Ho accompagnato una persona rappresentante di una cooperativa a bere un succo di frutta al caffè del museo. Abbiamo fatto una rapido giro nei chiostri del San Domenico (non del bar!) e sono stati chiesti alcuni chiarimenti sul bando alla Dirigente.
La cooperativa avrebbe potuto ritenersi interessata al bando ma non è stato così (per ragioni interne che ovviamente non conosco) al punto che non ha nemmeno partecipato al sopralluogo obbligatorio per concorrere.

Il sopralluogo è una procedura precisa che si traduce in una accurata ricognizione degli spazi, dei locali, degli arredi e delle eventuali attrezzature incluse nel bando. A seguito del sopralluogo viene rilasciata una certificazione ufficiale da parte del personale preposto.
Niente di tutto questo è avvenuto e pertanto non c’è stato alcun sopralluogo.

Tutta la procedura di gara si svolge su SINTEL, il portale di Regione Lombardia che non lascia spazio a niente che non sia assolutamente lecito.

Preciso inoltre che i bilanci di ogni società come quella che attualmente gestisce il bar sono consultabili anche via web, in cinque minuti, con una visura camerale qualsiasi e quindi nessuna informazione è nascosta o riservata.

Si sapeva dell’approssimarsi del bando da settimane (l’attuale gestore è in proroga) e quindi, appena uscito, ho provveduto ad inviarlo a diversi soggetti che ho ritenuto potessero essere interessati alla procedura; una cosa che faccio quasi sempre: provo a mettere in contatto con la struttura potenziali partecipanti alla gara. Dovrebbero farlo tutti: più concorrenti concorrono più sono le proposte.

Questo è quanto avvenuto. Ancora una volta Zanibelli e Agazzi che non sanno più quali pesci pigliare prendono granchi.
In questi giorni, complice il web, si sta dicendo di tutto e di più: sia chiaro che non esiterò a procedere per decise vie legali (che sto già elaborando) qualora venga oltrepassato il limite della  critica politica e sia, in un qualsiasi modo, leso il mio buon nome.

One comment

  1. Cristina scrive:

    Ritengo che ledere l'immagine delle persone sia grave oltre che moralmente e politicamente scorretto e soprattutto senza prove certe e comprovati motivi.Nutrire idee politiche diverse e poterle manifestare liberamente è cardine della democrazia, attaccare continuamente chi non la pensa come te utilizzando qualsiasi scusa e qualsivoglia mezzo dimostra invece l'incapacità di saper collaborare per raggiungere quello che dovrebbe essere il fine comune : lavorare per il bene della collettività ossia nostro. Questo è almeno il modo in cui io intendo far politica e non voglio considerarmi idealista ma neppure perdere la speranza in un mondo migliore in cui si bypassino gli interessi personali a favore di quelli di tutti!

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