Aiello, candidata di Rifondazione, fa la leghista

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Nella giornata di oggi ho potuto leggere l’intervista a Mimma Aiello, candidata Sindaca di Rifondazione Comunista. Sono rimasto colpito per la difficoltà nel trovare differenze sostanziali con le parole che avrebbe potuto pronunciare un candidato leghista. Oltre a trasmettere una certa carenza di “sostanza” e cavalcare temi populisti, l’aspirante Sindaca ha contraddetto, in ogni passaggio, quanto fatto da rifondazione comunista e dai suoi rappresentanti sino ad oggi.

Aiello infatti:

  • dichiara che la moschea non si farà però è a favore della libertà di culto (più o meno come la lista “No alla moschea – si alla libertà di culto” che sostiene il candidato Zucchi): peccato che Mario Lottaroli (nel gennaio 2015) dichiarava che “La Musalla si farà, si rassegnino i razzisti e gli islamofobi locali”.
  • sostiene che c’è un divario tra amministratori pubblici e cittadini: è possibile ma come non ricordare all’Aiello e a chi la sostiene che da cinque anni sono loro stessi amministratori pubblici di maggioranza (e dall’inizio dell’esperienza presenti in giunta)?
  • dice di voler rimuovere il limite dell’autovelox in tangenziale: Stanghellini (consigliere comunale della forza politica che la candida) nel settembre 2015 sosteneva che «Se c’è la multa è perché i cittadini non hanno rispettato le regole. Se non sai andare in macchina e non sai rispettare le regole, è giusto che prendi le multe»
  • scorda, rispetto a museo e biblioteca, il lavoro fatto da cinque anni a questa parte da Paola Vailati (anche lei senza tessera di partito come l’Aiello ma ugualmente “creatura” di Rifondazione) e quindi criticandola nei fatti
  • confonde, clamorosamente, “attenzione al sociale” con sicurezza pubblica e maggiori controlli della polizia locale: esattamente come farebbe un leghista salviniano ricadendo in uno stereotipo tutto di destra

 

Insomma questa candidata Sindaca presunta civica ma lusingata da Rifondazione Comunista che le ha proposto di provare a fare la Sindaca non solo ha contraddetto tutto quanto fatto da Rifondazione negli ultimi cinque anni ma, ancora di più, la cornice ideale in cui dice di volersi muovere. Tutto questo per poter cavalcare qualche pseudo argomento elettorale: svendersi per un piatto di lenticchie.

Insomma una grossa delusione.

Interrogazione inquinamento da PM10 e qualità aria

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Alla Sig.ra Sindaco di Crema

All’assessore competente

Al presidente del Consiglio Comunale

 

Crema, 30 gennaio 2017

 

Oggetto: interrogazione circa i dati dell’inquinamento atmosferico da PM10 e l’efficacia della relativa ordinanza

 

Considerato che:

  • Numerosi studi epidemiologici hanno mostrato che all’inquinamento da PM10 sono associati effetti dannosi per la salute umana, sia a breve (effetti acuti) che a lungo termine (effetti cronici)
  • il nostro Comune sta patendo, anche quest’anno, percentuali di inquinanti molto elevati che ognuno di noi respira
  • è stata emanata un’ordinanza avente per oggetto “MISURE TEMPORANEE PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELL’ARIA ED IL CONTRASTO ALL’INQUINAMENTO LOCALE – ADOZIONE PROVVEDIMENTO DI 1° LIVELLO AL SUPERAMENTO PER 7 GIORNI CONSECUTIVI DEL LIMITE GIORNALIERO DI PM10 DI 50 MICROGRAMMI/M3”
  • considerato che ad oggi, nella pratica, tale ordinanza non è stata applicata: lo scrivente ha telefonato in due occasioni alla polizia municipale per avere chiarimenti in merito alle deroghe alla stessa e le risposte sono state testualmente “non sappiamo rispondere” (le telefonate sono registrate in automatico dal servizio) oltre che vaghe
  • il livello di PM10 (e non solo) nonostante l’entrata in vigore dell’ordinanza è andato crescendo (vedasi grafico allegato)
  • a livello esemplificativo la qualità dell’aria del comune di Crema, nella giornata di oggi 30 gennaio 2017, è peggiore di quello di Milano e di quella di Cremona (dati Arpa Regione Lombardia)
  • a livello esemplificativo la concentrazione di PM10 nell’aria del comune di Crema, nella giornata di oggi 30 gennaio 2017, è peggiore di quello di Milano e di quella di Cremona (dati Arpa Regione Lombardia aggiornati al 30 gennaio 2017)

 

Il sottoscritto, dott. Emanuele Coti Zelati capogruppo di SEL, è a chiedere:

  • Quante sono le contravvenzioni elevate tra l’entrata in vigore dell’ordinanza di cui sopra (27 gennaio 2017) ed la data odierna (30 gennaio 2017)
  • Quali sono gli interventi ulteriori che si intendono mettere in atto ritenendo l’attuale situazione preoccupante.

dott. Emanuele Coti Zelati

Capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà

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San Domenico: possibili conflitti d’interesse

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In seguito a quanto emerso durante il Consiglio Comunale del 9 novembre u.s. circa i possibili conflitti d’interesse del sig. Baronio, abbiamo deciso di richiedere ufficialmente, facendo seguito alla richiesta che avevo già avanzato durante il Consiglio Comunale, la convocazione della Commissione di Garanzia al Cons. Boldi (M5S) presidente della Commissione stessa.

Ecco il testo:

Alla c.a. del cons. Alessandro Boldi, presidente della Commissione di Garanzia
e p.c. al Presidente del Consiglio Comunale di Crema

Oggetto: richiesta di convocazione della Commissione di Garanzia

Gent.mo Presidente,

in seguito a quanto emerso dal Consiglio Comunale svoltosi in data 9 novembre u.s. appare possibile l’esistenza di una situazione di conflitto di interesse del sig. Domenico Baronio, consigliere di CDA della Fondazione San Domenico eletto dal Consiglio Comunale di Crema ed in quota al M5S.

Anche in seguito ad una missiva inviata, in data 24 novembre u.s., dallo stesso sig. Baronio ai Consiglieri Comunali di Crema, siamo a chiedere la convocazione della Commissione da Lei presieduta, come già richiesto dal Consigliere Coti Zelati durante il Consiglio Comunale del 9 novembre, per verificare quanto sopra.

Si è pertanto a sollecitare la presenza del sig. Baronio, della dott.ssa Guerini Rocco e del dott. Strada, consiglieri espressi dal Consiglio Comunale di Crema.
Restando in attesa, si porgono distinti saluti.

EMANUELE COTI ZELATI
GIANANTONIO ROSSI
MATTEO GRAMIGNOLI
WALTER DELLA FRERA
RENATO STANGHELLINI

 

Housing sociale: interrogazione a seguito di un caso di legionella

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In seguito ad un presunto caso di legionella che parrebbe essersi originato dall’impianto idraulico del complesso dell’housing sociale di Crema, ho ritenuto di interrogare il Comune poiché è parte in causa e poiché è necessario verificare se sussistano pericoli per gli abitanti del complesso e, in particolari, per i bambini della scuola materna ivi presente.

Ecco il testo:

Alla Sig.ra Sindaco di Crema
All’assessore competente
Al presidente del Consiglio Comunale

Crema, 12 settembre 2016

Oggetto: interrogazione a risposta scritta circa i potenziali rischi dell’impianto  idraulico dell’housing sociale

Considerato che:

  • da fonti di stampa parrebbe che un’anziana ed invalida signora abbia contratto la legionella e che la causa sia da ricercare in una mancata manutenzione dell’impianto di distribuzione dell’acqua
  • sempre da fonti giornalistiche si evince che la malcapitata signora sia residente presso l’housing sociale dove “l’acqua viene distribuita attraverso due grandi contenitori che sembra non siano mai stati puliti” (da IL GIORNO del 9/9/2016)
  • la realizzazione dell’housing sociale ha visto una grande parte attiva da parte del Comune di Crema e l’utilizzo di fondi pubblici

Alla luce di quanto sopra sono legittime le preoccupazioni per la salute di tutti gli abitanti del complesso oltre che (e forse in misura ancora maggiore) per i bambini e le bambine che frequentano la scuola dell’infanzia ivi situata.

Pertanto io sottoscritto, Emanuele Coti Zelati, consigliere comunale di Crema sono a chiedere:

  • se l’impianto idraulico è costruito come indicato sopra (cisterne che distribuiscono l’acqua a tutti gli edifici)
  • a chi è in carico la pulizia delle cisterne
  • se la pulizia delle cisterne è avvenuta nei tempi e nei modi corretti
  • a chi spetta il controllo sull’avvenuta pulizia
  • se tale controllo è avvenuto puntualmente e correttamente
  • se nel caso la pulizia non sia avvenuta a quali sanzioni va incontro il trasgressore
  • se i bambini della scuola dell’infanzia sono stati esposti a qualche tipo di rischio ed eventualmente a quali
  • se gli impianti idraulici del complesso (compresi gli scarichi fognari) stiano funzionando correttamente e, in caso negativo, a chi sono da imputare gli eventuali malfunzionamenti

Cordiali saluti.

dott. Emanuele Coti Zelati
Capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà

Nuovo Torrazzo: Musulmani a Messa? Boh!

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Musulmani a Messa: a certe testate giornalistiche non interessa la notizia. Se tra questi c’è anche il Nuovo Torrazzo (settimanale diocesano cremasco): segno che non è più il giornale di tutto la diocesi ma solo di una parte.

Domenica 14 agosto la comunità musulmana cremasca, in segno di vicinanza ai cristiani e per segnare fortemente la loro distanza dalla disumana violenza terroristica, aveva partecipato alla Messa delle 10.30 della Parrocchia di San Carlo, celebrata dal parroco don Maurizio Vailati (che è anche vicario del Vescovo): era stato molto bello (ne avevo scritto qui).

Parecchi giornali locali (qui, qui, qui e qui) ne avevano parlato e vari giornalisti erano presenti durante la funzione religiosa.

Chi non ne ha parlato?

  • Crema News che pero’ si era premurato di scrivere un articolo dal titolo “Sollevazione di scudi per i musulmani a Messa. I preti cremaschi non li vogliono”, cosa evidentemente non vera perché al limite è solo qualche prete che non li vuole…
  • Inviato quotidiano: in area CL, assolutamente di parte, resta coerente con la sua linea .. che dire? Un’altra conferma
  • e, attenzione attenzione, IL NUOVO TORRAZZO ossia il settimanale “diocesano”. All’inizio, sinceramente, ho pensato che fosse chiuso per ferie perché il cartaceo non è uscito … allora sono andato sul sito. E’ presente una sezione denominata Chiesa dove vengono riportate le notizie della Diocesi . Ho creduto che fosse quello il luogo dove cercare ma niente … non ho trovato quello che cercavo. Ci sono due articoli, questo e questo, relativi alla solennita del 15 agosto (Madonna assunta) ma niente musulmani a Messa. Allora, mi sono detto, “certamente sarà in qualche altra sezione”: ho guardato in Cronaca e in Città e cremasco ma niente da fare: ci sono parecchi altri articoli di quei giorni ma niente Musulmani a Messa … è chiaro: al Nuovo Torrazzo i Musulmani a Messa dal Vicario del Vescovo non interessano … oppure sono io che non sono riuscito a trovare nessun articolo sul sito? Bisogna dire che a quelli del Nuovo Torrazzo non era sembrato neanche il caso di pubblicare una mezza riga sulla condanna per abusi sessuali di don Mauro Inzoli.

Sia chiaro: ovviamente ognuno pubblica ciò che gli pare e anche solo ciò che gli pare. Capisco benissimo anche le ragioni per cui certe cose vengono (a mio avviso quasi ossessivamente) pubblicate e ripubblicate: vendere di più, far risuonare una certa visione della società, appoggiare certe politiche ed osteggiarne altre. Tutto chiaro. Tutto scontato. Niente di nuovo. Però – devo dirlo – la delusione non è mica piccola: capisco che si segua una linea e si faccia il gioco di una certa parte politica però un minimo di informazione, a mio avviso, non dovrebbe mai mancare (così io ho in mente che debba funzionare l’Informazione).

Però, la mancanza che balza maggiormente all’occhio, e che per davvero mi fa restare male, è quella del Nuovo Torrazzo che dovrebbe essere un giornale diocesano e invece è il settimanale di una parte della diocesi di Crema. Certamente non di tutta. Peccato perché finché Il Nuovo Torrazzo si limita a fare polemica, per esempio, verso il sottoscritto (pericolosissio catto-comunista!) ci sta ma quando non riporta VOLUTAMENTE una notizia che è di pace e fratellanza allora, per me, perde il suo scopo di servizio diventando come qualsiasi altro giornale politicamente schierato.

Un’ultima impressione:

Nel sito de Il Nuovo Torrazzo è possibile leggere:

“Dal punto di vista ecclesiale Il Nuovo Torrazzo e i periodici diocesani sono giornali legati essenzialmente ai propri vescovi […]”

e poi

“In una società che privilegia l’incontro superficiale, i settimanali cattolici diocesani sono tessitori di legami forti perché diventano una sorta di rete di collegamento che contribuisce a costruire sia la comunità civile, sia la comunità ecclesiale. Costruiscono la società in un singolo territorio, ponendosi al centro delle relazioni tra i cittadini, i gruppi sociali, i diversi livelli istituzionali […]”

I musulmani a messa, a mio avviso, sono stati proprio l’occasione per tessere legami forti e contribuiscono a costruire la società ponendo al centro le relazioni tra cittadini, gruppi sociali e diverse realtà religiose. E invece vengono bellamente ignorati come farebbe un qualsiasi “giornale di area”.

Ho proprio l’impressione che a leggerlo dall’esterno, il Nuovo Torrazzo non stia informando in modo completo e corretto, rendono infatti coscienti i cittadini dei fatti e dei problemi del loro ambiente, favorendo la partecipazione civile (da ilnuovotorrazzo.it) e anzi appare invece come una sorta di proprietà privata in cui chi lo dirige (don Giorgio Zucchelli) ne è anche il padrone che, chiaramente, non ha nessuna intenzione di dare spazio alla pluralità di voci che arricchiscono la comunità cristiana diocesana.

Non voglio negare la verve polemica di queste righe ma mi piacerebbe pure che fossero prese come un contributo per dare voce ad una parte della comunità cristiana locale che sento inquieta.

Musulmani a Messa: bell’incontro! Facciamo che sia solo il primo …

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Ebbene si, i musulmani a Messa anche a Crema: un'esprienza bella e semplice!

 

Dopo che il Vicario del Vescovo aveva partecipato alla festa di fine Ramadan (Enrico Fantoni, presidente della Commissione Missionaria ne aveva scritto: qui il contenuto), ieri, domenica 14 agosto 2016, nella Parrocchia di San Carlo a Crema (CR), durante la Messa delle ore 10:30 era presente una delegazione della Comunità Mussulmana Cremasca (che vive sul territorio da oltre vent'anni). 

 

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Bando caffè del museo: depositata querela

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querelaIn seguito alla polemica relativa al bando caffè del museo mi sono, mio malgrado, trovato nella condizione di dover difendere il mio buon nome a fronte di insulti e atti, a mio avviso, ben oltre la critica politica e sconfinanti nella diffamazione, avvenuta anche via social network.

Come avevo annunciato in precedenza, per le ragioni sopra esposte, ho provveduto a depositare una denuncia – querela nei confronti di alcune persone.
 

Bando caffè del museo: chiarimenti e diffida

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granchi di terraE’ bene fare chiarezza sulla questione bando caffè del museo.
Ho accompagnato una persona rappresentante di una cooperativa a bere un succo di frutta al caffè del museo. Abbiamo fatto una rapido giro nei chiostri del San Domenico (non del bar!) e sono stati chiesti alcuni chiarimenti sul bando alla Dirigente.
La cooperativa avrebbe potuto ritenersi interessata al bando ma non è stato così (per ragioni interne che ovviamente non conosco) al punto che non ha nemmeno partecipato al sopralluogo obbligatorio per concorrere.

Il sopralluogo è una procedura precisa che si traduce in una accurata ricognizione degli spazi, dei locali, degli arredi e delle eventuali attrezzature incluse nel bando. A seguito del sopralluogo viene rilasciata una certificazione ufficiale da parte del personale preposto.
Niente di tutto questo è avvenuto e pertanto non c’è stato alcun sopralluogo.

Tutta la procedura di gara si svolge su SINTEL, il portale di Regione Lombardia che non lascia spazio a niente che non sia assolutamente lecito.

Preciso inoltre che i bilanci di ogni società come quella che attualmente gestisce il bar sono consultabili anche via web, in cinque minuti, con una visura camerale qualsiasi e quindi nessuna informazione è nascosta o riservata.

Si sapeva dell’approssimarsi del bando da settimane (l’attuale gestore è in proroga) e quindi, appena uscito, ho provveduto ad inviarlo a diversi soggetti che ho ritenuto potessero essere interessati alla procedura; una cosa che faccio quasi sempre: provo a mettere in contatto con la struttura potenziali partecipanti alla gara. Dovrebbero farlo tutti: più concorrenti concorrono più sono le proposte.

Questo è quanto avvenuto. Ancora una volta Zanibelli e Agazzi che non sanno più quali pesci pigliare prendono granchi.
In questi giorni, complice il web, si sta dicendo di tutto e di più: sia chiaro che non esiterò a procedere per decise vie legali (che sto già elaborando) qualora venga oltrepassato il limite della  critica politica e sia, in un qualsiasi modo, leso il mio buon nome.

Salvini a Soncino: i consiglieri si dissocino ufficialmente

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dissociarsiPer chiunque abbia un minimo di buonsenso e di educazione quello che ha fatto Salvini a Soncino è inqualificabile e spregevole.
Già si adoperano perché venga ridotta a goliardata o a scherzo. E invece non si può. Non si è trattato solo di un insulto e non si è trattato tanto di un attacco alla terza carica dello Stato.
L’affronto è stato fatto ad una donna in quanto donna: questo è intollerabile.
La politica, nel bene e nel male, educa e lo show para onanistico di Salvini e compagnia spazza via il lavoro di anni di quelle volontarie e professioniste che si adoperano per promuovere la donna e arginare il viscido maschilismo che spesso sfocia in violenza di genere: come altro definire ciò che abbiamo visto a Soncino?

Come maschio mi sento di dovermi scusare a nome di tutti quelli che non saltavano nel coro e non erano sul palco; tuttavia credo che, a prescindere dal colore politico, abbiamo il dovere sociale, civile e morale di dissociarsi e contrastare quella mentalità.
Chiedo quindi ai colleghi consiglieri di prendere formalmente e pubblicamente le distanze dal vergognoso episodio di Soncino.
Sul palco invece, tra gli altri, si distingueva chiaramente il consigliere Lena che divertito si riempiva la bocca di grasse risate per la gag. Evidentemente non si dissociava. Sarebbe il caso di farlo almeno adesso.

Per il PD cremasco meglio la volontà di Renzi che quella dei cittadini

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il-mio-voto-va-rispettatoDurante il Consiglio Comunale di questa sera si è discusso il mio OdG che impegnava il Governo a rispettare l’esito referendario del 2011 con cui gli italiani hanno deciso per l’acqua pubblica. L’OdG è stato generato dalle azioni del PD in Parlamento che, in marzo, hanno riaperto la porta alla gestione privata dell’acqua: l’esatto opposto di ciò che è stato deciso dai cittadini.

L’OdG, dopo aver riconosciuto le azioni positive intraprese da questa amministrazione nella direzione dell’acqua pubblica, chiedeva appunto al Consiglio Comunale di manifestare la propria contrarietà all’introduzione della possibilità per soggetti privati di inserirsi nella gestione dell’acqua e di richiamare il Governo affinché rispetti assolutamente il risultato del referendum del 2011. Contenuti quindi condivisibili quando letti nell’ottica del doveroso rispetto della volontà dei cittadini.

Il PD, insieme a Forza Italia e NCD, ha bocciato un documento che richiamava “semplicemente” ad un rispetto senza se e senza ma della volontà popolare espresso con il Referendum.

Il PD cremasco ha deciso che l’adeguamento senza se e senza ma alla volontà renziana fosse più importante del rispetto di quella dei cittadini.

dott. Emanuele Coti Zelati
Capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà