Lettera aperta ai Consiglieri Comunali di Lodi: adesione numerosa dei consiglieri ma c’è chi per, convenienza politica, non si oppone ad un comportamento discriminatorio

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Durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale ho proposto a tutti i consiglieri di sottoscrivere una lettera aperta ai “colleghi” consiglieri di Lodi affinché intervengano con forza per mettere fine alla vergognosa situazione dei bambini esclusi dalla mensa e dal trasporto pubblico.
Quello che accade nel vicino Comune è, senza dubbio, una discriminazione gravissima: si discrimina infatti per nazionalità attraverso una discriminazione per censo, facendo ricadere tale odiosa pratica sulla testa dei bambini, in un contesto come è quello scolastico, e, per di più, volendo far passare Continua a leggere

Lettera aperta ai consiglieri comunali di Lodi

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Oggi, durante la fase di comunicazione del Consiglio Comunale, ho chiesto ai consiglieri comunali di Crema di firmare questa Lettera aperta ai consiglieri comunali di Lodi in merito alla vicenda della mensa negata ai bambini del Comune di Lodi.

Mi occuperò personalmente di recapitarla al Consiglio Comunale di Crema.

Chi la firmerà?

Crema, 15 ottobre 2018

Gent.mi Consiglieri,

siamo a scriverVi per contiguità territoriale e per comunanza di ruoli.

Il ruolo di consiglieri comunali ci pone nella condizione di avere a che fare quotidianamente con le richieste dei concittadini da una lato e con le esigenze e i meccanismi amministrativi dall’altro: e così, spesso, ci troviamo in posizioni decisamente scomode.Le persone, giustamente, ci chiedono di intervenire affinché vengano risolti i loro problemi che quasi sempre sono estremamente concreti Continua a leggere

Alberi via Bacchetta: un capitale cresciuto nei decenni che deve essere salvaguardato

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La questione degli alberi di via Bacchetta e del loro ipotetico abbattimento è molto importante.
L’alberatura cittadina, e più in generale il verde pubblico, hanno un valore che va ben oltre il fattore estetico/decorativo: quello culturale e del richiamo alla natura, la funzione di riparo dalla calura estiva, quello psicologico di ammirare un albero centenario sono esempi di valori difficilmente monetizzabili ma, non per questo, meno significativi.
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Forza Nuova a Soresina: condanna degli atti fascisti che strumentalizzano vicende famigliari

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Fanno di tutta l’erba un fascio: non riuscirebbero a comportarsi diversamente.
I fascisti di Forza Nuova espongono (illegalmente) striscioni a Soresina dimostrando (ancora una volta) di non aver capito nulla.
Siamo naturalmente vicini alla ragazza selvaggiamente picchiata dal padre ed allontana dalla famiglia di cui abbiamo letto in questi giorni: la violenza è sempre da condannare e i violenti da perseguire.
Crediamo che strumentalizzare un fatto familiare grave che certamente rimanda ad una situazione complessa e delicata che merita, innanzitutto, rispetto e discrezione sia un atto sciocco e indicativo dell’assoluta mancanza di argomenti che i soggetti di cui sopra sono evidentemente degni rappresentanti.

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Nave Diciotti: depositiamo tutti l’esposto!

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Anch’io condivido l’esposto per sequestro di persona (o diverso reato) che alcuni avvocati di Bologna hanno preparato circa la vergognosa questione della nave Diciotti (un ringraziamento agli avv. La Torre e avv. Giarratano, autori appunto dell’esposto).

E’ possibile scaricare qui il testo PDF e qui il testo in  MSWord e ODT editabile.

Dopo averlo completato con i propri dati è necessario inviarlo alla Procura della Repubblica:

  • attraverso una lettera raccomandata al: Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania Piazza Verga 15 – 95129 Catania
  • via PEC all’indirizzo prot.procura.catania@giustiziacert.it

Dobbiamo farci sentire ed opporci ad azioni che sono contrarie all’umanità e al riconoscimento dell’altro come persona: reagiamo o saremo colpevoli!

Caso DICIOTTI: una vergogna nazionale

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Attraccata al porto di Catania e ormai ferma da 3 giorni senza che le 150 persone a bordo possano scendere, una nave della Guardia Costiera, la DICIOTTI.
Esprimiamo, prima di qualsiasi altra considerazione, solidarietà a queste persone che restano ostaggio, private della propria libertà e a tutti gli effetti imprigionate, a causa dell’inumana forzatura di una perenne campagna elettorale.
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Le citazioni fasciste di Salvini ledono la dignità del Consiglio Comunale

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Ecco la mia comunicazione al Consiglio Comunale di Crema della giornata di oggi, 30 luglio 2018.

 

Buon pomeriggio a tutti,

mi rivolgo a voi perché, questo consiglio, è l’espressione più alta della partecipazione democratica cittadina sancita dalla nostra Costituzione che è così marcatamente antifascista. Siamo qui grazie al sacrificio di tante e tanti (di diversissima estrazione politica, sociale ed economica) che hanno contribuito in anni bui e terribili in cui ogni speranza pareva perduta ad opporsi al regime fascista ad un prezzo che oggi possiamo solo immaginare. Al di là di ogni posizione politica legittimamente qui espressa siamo tutti noi debitori e debitrici per lo spazio democratico che abitiamo.
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Verità per Giulio Regeni: terminata la raccolta della donazioni, acquistato striscione ora adesione formale del Comune di Crema

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Durante la riunione del 18 giugno del Consiglio Comunale di Crema avevo effettuato una comunicazione per stigmatizzare le gravi parole del Ministro degli Interni Matteo Salvini che rinunciava con un “sono più importanti i rapporti con l’Egitto” a fare chiarezza ed ottenere la verità per il “problema Regeni” (così definito dallo stesso Ministro): forse il peggior omicidio di un italiano all’estero dai tempi della seconda guerra mondiale.

Contestualmente ho sottoposto l’idea di un’adesione formale del Comune di Crema alla campagna di Amnesty #veritàpergiulioregeni e di un segno visibile di tale adesione: durante la seduta stessa (e nei giorni successivi) ho provveduto a raccogliere una piccola donazione (su base volontaria) da parte dei consiglieri comunali per l’acquisto di uno striscione e per un sostegno all’azione di Amnesty.

Oggi ho consegnato  lo striscione (che verrà esposto su Piazza Duomo) e ho effettuato la donazione. Continua a leggere

Limitare il gioco d’azzardo: ecco il regolamento in votazione

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Questa sera, in Consiglio Comunale, è in votazione il nuovo REGOLAMENTAZIONE DEL GIOCO D’AZZARDO LECITO E MISURE DI PREVENZIONE E CONTRASTO DELLE DIPENDENZE DA  GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO (GAP).

Sono molto orgoglioso di questo regolamento perché, riconoscendo il disastro sociale creato dal gioco d’azzardo, tra le gradazioni di rigidità consentite dalla legge, il Comune di Crema ha scelto la linea dura.

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Verità per Giulio: il Comune di Crema esponga un altro striscione e aderisca formalmente alla campagna

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Ecco il mio intervento di questa sera al Consiglio Comunale di Crema:

  • cosa hanno fatto a Giulio
  • cosa ha detto Salvini
  • cosa dovrebbe fare il Comune di Crema
  • cosa dovrebbero fare i consiglieri

Dalle informazioni a cui ognuno di noi può accedere:

L’ordine di sequestrare Giulio Regeni è stato impartito dal generale Khaled Shalabi, capo della Polizia criminale e del Dipartimento investigativo di Giza

Nella caserma di Giza «Giulio viene privato del cellulare e dei documenti e, di fronte al rifiuto di rispondere ad alcuna domanda in assenza di un traduttore e di un rappresentante dell’Ambasciata italiana» viene pestato una prima volta.

Tra il 26 e il 27 gennaio (2016) «per ordine del Ministero dell’Interno Magdy Abdel Ghaffar», Regeni viene trasferito «in una sede della Sicurezza Nazionale a Nasr City.

Cominciano 48 ore di torture progressive», durante le quali Giulio comincia ad essere semi-incosciente. «Viene picchiato al volto», quindi «bastonato sotto la pianta dei piedi», «appeso a una porta» e «sottoposto a scariche elettriche», «lasciato nudo in piedi in una stanza dal pavimento coperto di acqua, che viene elettrificata ogni trenta minuti per alcuni secondi».

Dopo tre giorni di torture il ministro dell’Interno decide di investire della questione «il consigliere del Presidente, il generale Ahmad Jamal ad-Din, che, informato Al Sisi, dispone l’ordine di trasferimento dello studente in una sede dei Servizi segreti militari, anche questa a Nasr city, perché venga interrogato da loro». «Giulio – continua la fonte – viene colpito con una sorta di baionetta» e «gli viene lasciato intendere che sarebbe stato sottoposto a waterboarding, che avrebbero usato cani addestrati» e non gli avrebbero risparmiato «violenze sessuali, senza pietà, coscienza, clemenza».

Regeni entrò in uno stato di incoscienza. Quando si svegliava, minacciava gli ufficiali del Servizio militare dicendogli che l’Italia non lo avrebbe abbandonato. La cosa li fece infuriare e ripresero a picchiarlo ancora più violentemente». «I medici militari visitano il ragazzo e sostengono che sta fingendo di star male. Che la tortura può continuare», con «lo spegnimento di mozziconi di sigaretta sul collo e le orecchie» fino alla morte. [qui la fonte]

E invece, povero Giulio (ma anche povera mamma Paola e papà Claudio) il governo Conte, per bocca del Ministro Salvini, dice che “sono più importanti i rapporti con l’Egitto” buttando nella spazzatura, in un sol colpo la giustizia per quello che probabilmente è il peggior omicidio di un italiano all’estero dai tempi della seconda guerra mondiale, cestina la nostra democrazia e la giustizia che essa reclama, l’umanità della ricerca della verità per un ragazzo che la madre è riuscita a riconoscere “solo dalla punta del naso” e finanche le sue stesse parole quando il 13 aprile 2016 scriveva: «E’ una farsa, se non ci fosse di mezzo un morto e la sua famiglia… non so più cosa commentare. Il problema però non è un paese, l’Egitto, che ci sta prendendo in giro, ma un paese come l’Italia che evidentemente conta come il due di picche e viene irriso non solo dall’India dopo quattro anni con i marò ma anche dall’Egitto. Spero solo che ci sia un ministro di un governo italiano che tira fuori gli attributi».

Probabilmente da qui non possiamo fare molto ma certamente abbiamo il dovere di tenere alta l’attenzione e la pressione: il governo italiano (con il suo inesistente ministro degli esteri Moaveno) deve andare fino in fondo e pretendere verità e giustizia perché Giulio potrebbe essere nostro figlio.

Chiedo alla Sindaca Bonaldi, come avevo già fatto in passato, di dare la disponibilità affinché venga esposto sul municipio di Crema un segno evidente dell’adesione alla campagna di Amnesty International VERITA’ PER GIULIO REGENI e l’adesione formale alla campagna stessa.

Credo che sarebbe un bel gesto raccogliere, per ogni consigliere (una decina di €), al fine di sostenere le spese di stampa: sono disponibile alla raccolta del denaro chi intende aderire


Come sempre sono disponibile al confronto: ecco come contattarmi