Nave Diciotti: depositiamo tutti l’esposto!

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Anch’io condivido l’esposto per sequestro di persona (o diverso reato) che alcuni avvocati di Bologna hanno preparato circa la vergognosa questione della nave Diciotti (un ringraziamento agli avv. La Torre e avv. Giarratano, autori appunto dell’esposto).

E’ possibile scaricare qui il testo PDF e qui il testo in  MSWord e ODT editabile.

Dopo averlo completato con i propri dati è necessario inviarlo alla Procura della Repubblica:

  • attraverso una lettera raccomandata al: Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania Piazza Verga 15 – 95129 Catania
  • via PEC all’indirizzo prot.procura.catania@giustiziacert.it

Dobbiamo farci sentire ed opporci ad azioni che sono contrarie all’umanità e al riconoscimento dell’altro come persona: reagiamo o saremo colpevoli!

Caso DICIOTTI: una vergogna nazionale

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Attraccata al porto di Catania e ormai ferma da 3 giorni senza che le 150 persone a bordo possano scendere, una nave della Guardia Costiera, la DICIOTTI.
Esprimiamo, prima di qualsiasi altra considerazione, solidarietà a queste persone che restano ostaggio, private della propria libertà e a tutti gli effetti imprigionate, a causa dell’inumana forzatura di una perenne campagna elettorale.
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Le citazioni fasciste di Salvini ledono la dignità del Consiglio Comunale

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Ecco la mia comunicazione al Consiglio Comunale di Crema della giornata di oggi, 30 luglio 2018.

 

Buon pomeriggio a tutti,

mi rivolgo a voi perché, questo consiglio, è l’espressione più alta della partecipazione democratica cittadina sancita dalla nostra Costituzione che è così marcatamente antifascista. Siamo qui grazie al sacrificio di tante e tanti (di diversissima estrazione politica, sociale ed economica) che hanno contribuito in anni bui e terribili in cui ogni speranza pareva perduta ad opporsi al regime fascista ad un prezzo che oggi possiamo solo immaginare. Al di là di ogni posizione politica legittimamente qui espressa siamo tutti noi debitori e debitrici per lo spazio democratico che abitiamo.
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Verità per Giulio Regeni: terminata la raccolta della donazioni, acquistato striscione ora adesione formale del Comune di Crema

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Durante la riunione del 18 giugno del Consiglio Comunale di Crema avevo effettuato una comunicazione per stigmatizzare le gravi parole del Ministro degli Interni Matteo Salvini che rinunciava con un “sono più importanti i rapporti con l’Egitto” a fare chiarezza ed ottenere la verità per il “problema Regeni” (così definito dallo stesso Ministro): forse il peggior omicidio di un italiano all’estero dai tempi della seconda guerra mondiale.

Contestualmente ho sottoposto l’idea di un’adesione formale del Comune di Crema alla campagna di Amnesty #veritàpergiulioregeni e di un segno visibile di tale adesione: durante la seduta stessa (e nei giorni successivi) ho provveduto a raccogliere una piccola donazione (su base volontaria) da parte dei consiglieri comunali per l’acquisto di uno striscione e per un sostegno all’azione di Amnesty.

Oggi ho consegnato  lo striscione (che verrà esposto su Piazza Duomo) e ho effettuato la donazione. Continua a leggere

Limitare il gioco d’azzardo: ecco il regolamento in votazione

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Questa sera, in Consiglio Comunale, è in votazione il nuovo REGOLAMENTAZIONE DEL GIOCO D’AZZARDO LECITO E MISURE DI PREVENZIONE E CONTRASTO DELLE DIPENDENZE DA  GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO (GAP).

Sono molto orgoglioso di questo regolamento perché, riconoscendo il disastro sociale creato dal gioco d’azzardo, tra le gradazioni di rigidità consentite dalla legge, il Comune di Crema ha scelto la linea dura.

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Verità per Giulio: il Comune di Crema esponga un altro striscione e aderisca formalmente alla campagna

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Ecco il mio intervento di questa sera al Consiglio Comunale di Crema:

  • cosa hanno fatto a Giulio
  • cosa ha detto Salvini
  • cosa dovrebbe fare il Comune di Crema
  • cosa dovrebbero fare i consiglieri

Dalle informazioni a cui ognuno di noi può accedere:

L’ordine di sequestrare Giulio Regeni è stato impartito dal generale Khaled Shalabi, capo della Polizia criminale e del Dipartimento investigativo di Giza

Nella caserma di Giza «Giulio viene privato del cellulare e dei documenti e, di fronte al rifiuto di rispondere ad alcuna domanda in assenza di un traduttore e di un rappresentante dell’Ambasciata italiana» viene pestato una prima volta.

Tra il 26 e il 27 gennaio (2016) «per ordine del Ministero dell’Interno Magdy Abdel Ghaffar», Regeni viene trasferito «in una sede della Sicurezza Nazionale a Nasr City.

Cominciano 48 ore di torture progressive», durante le quali Giulio comincia ad essere semi-incosciente. «Viene picchiato al volto», quindi «bastonato sotto la pianta dei piedi», «appeso a una porta» e «sottoposto a scariche elettriche», «lasciato nudo in piedi in una stanza dal pavimento coperto di acqua, che viene elettrificata ogni trenta minuti per alcuni secondi».

Dopo tre giorni di torture il ministro dell’Interno decide di investire della questione «il consigliere del Presidente, il generale Ahmad Jamal ad-Din, che, informato Al Sisi, dispone l’ordine di trasferimento dello studente in una sede dei Servizi segreti militari, anche questa a Nasr city, perché venga interrogato da loro». «Giulio – continua la fonte – viene colpito con una sorta di baionetta» e «gli viene lasciato intendere che sarebbe stato sottoposto a waterboarding, che avrebbero usato cani addestrati» e non gli avrebbero risparmiato «violenze sessuali, senza pietà, coscienza, clemenza».

Regeni entrò in uno stato di incoscienza. Quando si svegliava, minacciava gli ufficiali del Servizio militare dicendogli che l’Italia non lo avrebbe abbandonato. La cosa li fece infuriare e ripresero a picchiarlo ancora più violentemente». «I medici militari visitano il ragazzo e sostengono che sta fingendo di star male. Che la tortura può continuare», con «lo spegnimento di mozziconi di sigaretta sul collo e le orecchie» fino alla morte. [qui la fonte]

E invece, povero Giulio (ma anche povera mamma Paola e papà Claudio) il governo Conte, per bocca del Ministro Salvini, dice che “sono più importanti i rapporti con l’Egitto” buttando nella spazzatura, in un sol colpo la giustizia per quello che probabilmente è il peggior omicidio di un italiano all’estero dai tempi della seconda guerra mondiale, cestina la nostra democrazia e la giustizia che essa reclama, l’umanità della ricerca della verità per un ragazzo che la madre è riuscita a riconoscere “solo dalla punta del naso” e finanche le sue stesse parole quando il 13 aprile 2016 scriveva: «E’ una farsa, se non ci fosse di mezzo un morto e la sua famiglia… non so più cosa commentare. Il problema però non è un paese, l’Egitto, che ci sta prendendo in giro, ma un paese come l’Italia che evidentemente conta come il due di picche e viene irriso non solo dall’India dopo quattro anni con i marò ma anche dall’Egitto. Spero solo che ci sia un ministro di un governo italiano che tira fuori gli attributi».

Probabilmente da qui non possiamo fare molto ma certamente abbiamo il dovere di tenere alta l’attenzione e la pressione: il governo italiano (con il suo inesistente ministro degli esteri Moaveno) deve andare fino in fondo e pretendere verità e giustizia perché Giulio potrebbe essere nostro figlio.

Chiedo alla Sindaca Bonaldi, come avevo già fatto in passato, di dare la disponibilità affinché venga esposto sul municipio di Crema un segno evidente dell’adesione alla campagna di Amnesty International VERITA’ PER GIULIO REGENI e l’adesione formale alla campagna stessa.

Credo che sarebbe un bel gesto raccogliere, per ogni consigliere (una decina di €), al fine di sostenere le spese di stampa: sono disponibile alla raccolta del denaro chi intende aderire


Come sempre sono disponibile al confronto: ecco come contattarmi

L’accoglienza dei migranti in Italia e il ruolo “politico” della Chiesa

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Riporto questo interessante articolo tratto da agensir.it, Servizio di informazione religiosa a firma di Oliviero Forti

In un Paese confuso, in cui le diverse posizioni sul tema dei migranti non sono chiare, è emerso un attore importante che svolge un ruolo politico altrettanto rilevante: è la Chiesa cattolica che ispirata costantemente dalle parole di Papa Francesco, ha preso posizioni coraggiose sull’immigrazione. Il Pontefice è stato chiaro circa la direzione da intraprendere: accogliere i rifugiati e i lavoratori migranti è un “imperativo morale”, ha detto nel mese di febbraio dello scorso anno.

“Non potete chiamarvi cattolici ed essere contro i rifugiati allo stesso tempo”

ha detto ad ottobre 2017. Ha ribadito che mantenere i confini aperti a coloro che fuggono dalle guerre e dalla povertà è un dovere che deriva dalla virtù cristiana della “carità”, dalla compassione verso gli altri. Dunque, mentre il populismo caratterizza il dibattito globale sull’immigrazione, Papa Francesco sostiene i migranti e i rifugiati, chiedendo alle parrocchie europee di aprire le porte all’accoglienza.

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Salviniani e grillini: leggete questo, prima di tutto [aggiornato]

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Convenzione europea dei diritti dell’uomo

Articolo 2

Diritto alla vita

  1. Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il reato sia punito dalla legge con tale pena.
  2. La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario:
    1. per garantire la difesa di ogni persona contro la violenza illegale;
    2. per eseguire un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta;
    3. per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione.

Articolo 3

Proibizione della tortura

Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti.

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Gravissimo il comportamento del Sindaco di Trescore Cremasco: depositato esposto e la Lega, anche cremasca, si dissoci

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Le Istituzioni sono gli strumenti con cui la Costituzione garantisce la vita democratica nel nostro Paese. Per questa ragione è assolutamente indispensabile, a prescindere dalla propria posizione politica, il loro totale rispetto e ogni cittadini è chiamato ad esserne il custode.

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Se manca l’elaborazione politica allora si è capaci di qualunque cosa

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La dimensione politica, quando non è solo “amministrazione di condominio”, è in una certa misura espressione pubblica e sociale di una concezione, anche etica e morale, del mondo.
Quindi ogni luogo, inserito in un contesto caratterizzato da una dialettica democratica, che elabora una visione di mondo è necessariamente un luogo politico. Di converso ogni forza politica che non è in grado di esprimere una qualche visione di mondo abdica alla sua funzione fondamentale di rappresentazione pubblica di istanze di diversi settori della società.
(Penso, per inciso, che questa sia una delle cose che la sinistra si è persa per strada e spero, vivissimamente, che riesca a ritrovarla).
Ma cosa succede se un gruppo espressamente rinuncia a questo compito fondamentale? Allora smette di essere politica, smette di fare il bene della democrazia in cui è inserita, e cessa, in definitiva, la sua funzione.
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